Cerca:
AMDcomunicAzione      Board      Contattaci      Siti AMD      Link      

Nuovi biomarker predittivi di mortalità nei pazienti con diabete

 

<< Go back

Lisbona (CongressoMedico) – Durante una sessione del 47°congresso EASD sono stati discussi nuovi biomarker per la predizione della mortalità e morbilità nel diabete di tipo 1 e di tipo 2. Nei pazienti con diabete di tipo 1, il peptide osseo osteoprotegerina (OPG) può aiutare a predire malattie cardiovascolari (CVD), malattie renali, e la mortalità per altre cause.

Allo stesso modo, nei pazienti con diabete di tipo 2, la perossiredossina biomarker dello stress ossidativo (Prx) 4 predice la mortalità cardiovascolare per tutte le cause; inoltre, il peptide vasoattivo adrenomedullin predice altresì la mortalità per altre cause.


Una OPG elevata predice le CVD e la mortalità nel diabete di tipo 1


A. Soro-Paavonen
 
La OPG è una glicoproteina inibitrice del riassorbimento osseo importante nella regolazione della degradazione ossea che può avere un ruolo nei processi di calcificazione vascolare. Alno Soro-Paavonen, MD (Università di Helsinki, Finlandia) e colleghi hanno valutato i legami tra i livelli di OPG al basale e CVD e mortalità in 2116 pazienti con diabete di tipo 1 e 212 casi controllo. I dati dei pazienti sono stati prelevati dallo studio del Finnish Diabetic Nephropathy (FinnDiane).


Informazioni sugli eventi cardiovascolari, malattie renali, e mortalità sono stati raccolti in oltre 5,4 anni di follow-up. Nei pazienti che rientravano nel quarto quartile della concentrazione sierica della OPG il rischio di mortalità per qualsiasi causa ha avuto un piccolo ma significativo aumento, rispetto ai pazienti con bassi livelli del peptide.

Soro-Paavonen ha anche spiegato che le persone nel più alto quartile di OPG avevano un rischio significativamente elevato di eventi cardiovascolari, retinopatia e progressione verso la fase terminale della malattia renale (ESRD). I livelli di OPG sono stati anche positivamente associati alla rigidità arteriosa.

I pazienti con diabete che hanno avuto anche CVD avevano livelli molto più alti di OPG rispetto ai pazienti diabetici senza malattia cardiovascolare, 2449 contro 1683 ng/l. I partecipanti con macroalbuminuria o ESRD hanno avuto anche concentrazioni molto più elevate di OPG rispetto ai casi controllo, rispettivamente 2073 e 2700 ng/l contro 1626 ng/l.

Soro-Paavonen ha notato che i livelli sierici di OPG nei pazienti con diabete di tipo 1 e nessuna complicanza erano simili a quelli di individui sani, a conferma che le concentrazioni di OPG sono associate alle complicanze macrovascolari e microvascolari del diabete, piuttosto che al diabete stesso.

“La OPG può essere coinvolta nella calcificazione extra ossea, con un conseguente irrigidimento delle arterie e le complicanze vascolari nei pazienti con diabete di tipo 1”, ha suggerito Soro-Paavonen. Il quale ha concluso: “Questi risultati confermano quelli di un precedente lavoro effettuato dallo Steno Diabetes Centre che ha dimostrato la predisposizione della OPG ad essere un predittore indipendente della mortalità per cause vascolari e altre cause nel diabete di tipo 1”.
 

Perossiredossina 4, adrenomedullin aumentare il rischio di morte nel diabete di tipo 2

Esther Gerrits, MD (University Medical Center di Groningen, Olanda) ha riportato i risultati di una sottoanalisi dello studio osservazionale del Ziprasidone Observational Study of Cardiac Outcomes (ZODIAC). Gerrits e colleghi hanno esaminato se i livelli circolanti del nuovo biomarker Prx4 potessero predire la mortalità nei pazienti con diabete di tipo 2.

In totale, la Prx4 è stata misurata in base a campioni di siero prelevati da 1067 pazienti affetti da diabete di tipo 2, con un’età media di 67,2 anni. Dopo un follow-up di 9,8 anni, 344 (32,3%) pazienti erano deceduti, di cui 148 (43,0%) per cause cardiovascolari.

In seguito ad un aggiustamento dei fattori confondenti quali età, sesso e indice di massa corporea, l’avere un livello di Prx4 al di sopra della media della coorte durante il follow-up aumentava il rischio di morte cardiovascolare e per altre cause, rispettivamente del 51% e del 52%. “Non conosciamo ancora il meccanismo di base, ma si può ipotizzare che la Prx4 sia sovraregolata nei casi di alti livelli di stress ossidativo”, ha detto Gerrits.

L’ adrenomedullina è un potenziale biomarcatore di danno vascolare e della disfunzione endoteliale nei soggetti con malattie cardiovascolari e diabete [1]. Pernille Holmager, MD (Herlev University Hospital, Copenhagen, Danimarca) e colleghi hanno quindi esaminato se i livelli medi di pro-adrenomedullin (MR-proADM) fossero predittivi di outcome in 366 pazienti non selezionati con e senza diabete di tipo 2 che frequentavano un ambulatorio dello scompenso cardiaco.

Al basale, i livelli di MR-proADM sono più alti nei pazienti con diabete e nefropatia, 1,12 nmol/l, rispetto al valore di 0,84 nmol/l presente nei pazienti affetti soltanto da diabete, e al valore di 0,75 nmol/l presente nei pazienti non diabetici.

Holmager e colleghi hanno seguito i pazienti per un periodo medio di 55 mesi valutando morte od ospedalizzazione. Durante questo periodo, 232 pazienti sono stati ospedalizzati e 189 sono deceduti. I ricercatori hanno scoperto che ogni aumento della deviazione dallo standard di MR-proADM ha elevato il rischio di morte di un significativo 50%, e l’endpoint combinato di morte o di ospedalizzazione del 30%, nei pazienti con e senza diabete. E tali associazioni sono state ritenute ancora valide dopo un aggiustamento per vari fattori, tra cui la presenza di diabete, cardiopatia ischemica e livelli di creatinina.

“I pazienti diabetici con insufficienza cardiaca e microalbuminuria hanno aumentato i livelli di adrenomedullin”, ha spiegato Holmager. Che ha aggiunto: “Non conosciamo l’esatto meccanismo alla base, ma i polmoni sono coinvolti nella regolazione e nella eliminazione di adrenomedullin, a differenza dai reni”.

<< Go back



Bibliografia di riferimento
1. Maisel A, Mueller C, Nowak R, et al. Mid-region pro-hormone markers for diagnosis and prognosis in acute dyspnea: results from the BACH (Biomarkers in Acute Heart Failure) trial. J Am Coll Cardiol 2010;55:2062-2076.

 
 
Home      Archivi      Calendario congressi ed eventi internazionali