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Migliore alimentazione e calo ponderale per la prevenzione del diabete

 

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Lisbona (CongressoMedico) – I cambiamenti strategici di dieta e il calo ponderale per la prevenzione del diabete di tipo 2 sono stati discussi al 47° EASD. I ricercatori hanno scoperto che mangiare grandi quantità di proteine può aumentare il rischio di contrarre il diabete di tipo 2, mentre masticare accuratamente i cibi può aiutare le persone obese a perdere peso attraverso la soppressione dell’appetito. Inoltre, sono stati anche discussi i fattori associati alla mancanza di calo ponderale.
 

Il pericolo di mangiare troppe proteine

Le diete a basso contenuto di carboidrati e alto contenuto di proteine vengono consigliate per il calo ponderale, che può ridurre il rischio di diabete. Tuttavia, la nostra comprensione di come l’assunzione di diversi alimenti possa influenzare il rischio di malattie croniche come il diabete è ancora limitata. Infatti, numerosi studi hanno dimostrato che l’aumentata assunzione di proteine, in particolare proteine animali come carne processata, può aumentare il rischio di contrarre il diabete [1,2].


U. Ericson
Ulrike Ericson, MD (University of Lund, Malmö, Svezia) ha presentato i dati di uno studio condotto su 27.140 individui della coorte del Malmö Diet and Cancer,con età compresa tra 45-74 anni. Informazioni alimentari dettagliate sono state raccolte al basale e lo studio ha comportato la compilazione di un questionario, 7 giorni di registrazione di pasti cucinati e 45 minuti di intervista. I partecipanti sono stati poi seguiti per 12 anni per il diabete di tipo 2 incidente.

In totale, nello studio si sono evidenziati 1709 casi di diabete tipo 2. Il consumo di grandi quantità di proteine (quintile superiore) ha aumentato il rischio di diabete di tipo 2 in modo significativo del 37% negli uomini e nelle donne, rispetto ad una basso consumo (quintile inferiore). Ciò è ampiamente giustificato dall’assunzione abbondante di carne lavorata.

Da notare che il team ha anche scoperto che gli uomini nel quintile più alto per l’assunzione di carboidrati e le donne nel quintile più alto per l’assunzione di grassi, avevano un rischio ridotto di diabete rispetto agli uomini e alle donne nel più basso quintile di assunzione di entrambi, anche se le ragioni di questo non siano chiare, ha detto Ericson. Il quale ha poi sottolineato che una possibilità per i risultati ottenuti con i carboidrati potrebbe essere che gli uomini che in questo studio stavano consumando una maggiore quantità di carboidrati e facevano anche una maggiore attività fisica, quindi conducevano una vita più sana di quelli che consumano i livelli più bassi.

Il consumo di pane ricco di fibre e cereali, ha poi detto Ericson, sembrerebbe ridurre il rischio di diabete di un significativo 5%, nel confronto tra il quintile superiore e il quintile più basso: “La sostituzione delle proteine con i carboidrati può essere favorevole” ha suggerito, “soprattutto se il pane ricco di fibre e cereali viene scelto come fonte di carboidrati”.
 

Fattori che influenzano il calo ponderale

Altri due abstract presentati nella stessa sessione hanno valutato i fattori che influenzano il calo ponderale nei soggetti obesi a rischio di diabete di tipo 2.


L.C. Kong
Ling Chun Kong, MD (INSERM U872, Paris France) ha seguito 50 soggetti obesi o in sovrappeso che sono stati assegnati a una dieta ipocalorica ricca di proteine (35% di proteine, 25% grassi, 40% carboidrati) per 6 settimane, seguite da ulteriori 6 settimane a dieta di mantenimento (con un 20% aumento di calorie dalla dieta iniziale).

Kong ha diviso i partecipanti in tre gruppi a seconda del successo del loro calo ponderale. Il gruppo A (n=17) ha registrato il maggior calo ponderale, che è continuato durante la fase di mantenimento; il gruppo B (n=15) ha registrato calo ponderale durante la prima fase della dieta, ma non in fase di mantenimento; il gruppo C (n=17) ha registrato un basso calo ponderale, e il peso è stato rapidamente riguadagnato durante la fase di mantenimento.

Quando i livelli dei diversi biomarcatori e i batteri intestinali sono stati confrontati fra loro, Kong e il suo team hanno scoperto che il gruppo C aveva più alti livelli di insulina plasmatica al basale, così come la più alta concentrazione del marker infiammatorio del tessuto adiposo HAM56. Questi pazienti avevano anche i più alti livelli di batteri del gruppo Lactobacillus/Leuconostoc/Pediococcus nell’intestino prima di iniziare la dieta.


M. Eto

Il secondo abstract è stato presentato da Masaaki Eto, MD (OHU University, Fukushima, Japan) e ha valutato l’impatto della masticazione accurata del cibo, rispetto a quella meno attenta, sui livelli di ormoni che regolano l’appetito nei soggetti obesi, il glucagon like peptide (GLP)-1 e il peptide YY (PYY).

Eto e colleghi hanno reclutato 9 obesi per lo studio (BMI ≥25 kg/m2 in base ai criteri giapponesi). Ai partecipanti è stato dato un pasto di prova in due occasioni: nella prima sono stati invitati a masticare ogni boccone 5 volte (gruppo di controllo) e nella seconda è stato chiesto di masticare ogni boccone 30 volte (gruppo dei masticatori ). Il pasto era lo stesso ogni volta, così come il tempo impiegato (20 minuti). I livelli plasmatici di GLP-1 e PYY sono stati misurati prima e dopo il consumo dei pasti di prova.

Eto ha riferito che dopo il pasto di prova i livelli di PYY sono aumentati significativamente di più rispetto ai livelli pre-pasto nel gruppo dei masticatori rispetto al gruppo di controllo, 30,2 rispetto a 5,5 pg/ml. Allo stesso modo, i livelli di GLP-1 dopo il pasto aumentavano nel gruppo dei masticatori rispetto al gruppo di controllo, del 24,2 rispetto a 12,3 pmol/l. “Il cibo che viene masticato e digerito bene può stimolare l’intestino”, ha suggerito Eto. Il quale ha però ammesso che “al momento, non abbiamo idea certa del meccanismo.”

Eto ha concluso ribadendo che, anche se sono necessarie ulteriori ricerche, i risultati di questo studio suggeriscono che “masticare in modo approfondito può essere efficace per il controllo del peso corporeo nei soggetti obesi.”

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Bibliografia di riferimento
1. Sluijs I, Beulens JW, van der A DL, et al. Dietary intake of total, animal, and vegetable protein and risk of Type 2 diabetes in the European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC)-NL study. Diabetes Care 2010;33:43-48.
2. Red and processed meat consumption and risk of incident coronary heart disease, stroke, and diabetes mellitus: a systematic review and meta-analysis. Circulation 2010;121:2271-2283.

 
 
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